Innovazione di senso
Innovazione critica
Prospera solo
chi dà senso all’innovazione
Il 10% delle nuove idee di impresa sopravvive a cinque anni dalla nascita.
Per quel 90% che fallisce, si dice sia un problema di mezzi, risorse, organizzazione, tempismo, errori nell’analisi dei bisogni del target, del mercato, del problema.
Dal nostro punto di vista, se solo il 10% sopravvive, è perché quel 10%, più probabilmente, ha saputo trovare un’idea che avesse un senso per tanti.
Non tutte le idee, infatti, hanno lo stesso spessore.
Dopo aver visto imprese nascere e fallire, pochissime salvarsi, troppe galleggiare, ha ancora senso parlare di innovazione?
E, nel caso, di quale innovazione ha senso parlare quando vogliamo farla per davvero?
Desiderio, critica, etica della responsabilità
Il nostro orizzonte
nella pratica del fare innovazione.
Senti che qualcosa non torna nel posizionamento della tua azienda?
Senti una mancanza che vorresti colmare per rispondere ai cambiamenti della società, tecnologici e di abitudini di consumo?
Senti che il mercato sta prendendo direzioni sfuggenti e non controllabili?
Senti che vorresti cambiare lo status quo, ma non sai da dove iniziare.
Forse sei nel posto giusto.
Abbiamo creato un percorso che unisce la potenza del pensiero filosofico nel creare nuovi orizzonti di significato con la pratica del design thinking come grammatica base dell’innovazione.
Il nostro piano di azione
1 – Innovazione come incertezza, filosofia come bussola
Innovare significa fare un passo verso l’ignoto, rompere le convenzioni ed esplorare nuovi mondi. Prima del successo ci saranno scontri, conflitti, prove da superare.
Come mettere in dubbio l’ovvio, ciò che diamo per scontato, per creare scenari di innovazione che sfidano le regole comuni.
La pratica di pensiero divergente offerta dalla filosofia ci aiuta a navigare nei paradossi della contemporaneità per dare nuovo senso al nostro essere nel mondo come singoli e come organizzazioni.
2 – Il Desiderio
Il desiderio, secondo Platone, nasce dall’unione di risorsa e povertà.
Si caratterizza sempre come mancanza e come tensione.
All’inizio del percorso, analizzando il contesto interno ed esterno in cui si muove un’azienda o un’organizzazione sulla base del senso di mancanza provato da chi ne fa parte in relazione a una situazione contingente o strutturale, vi aiuteremo a fare emergere i primi semi di innovazione, le bozze di possibili nuove direzioni da percorrere: nuovi prodotti, nuovi servizi, nuovi processi, un nuovo posizionamento, una nuova offerta, una nuova visione sono la traduzione pratica del desiderio di cambiamento più profondo.
3 – La Critica
Tradotto il desiderio in un’idea, in una visione, la facciamo incontrare e collidere con quelle degli altri, secondo un principio di affinità.
I reparti e le figure collaborano allo stesso livello, secondo il principio della co-creazione di senso.
Le idee di innovazione nate dal desiderio personale, formulate al momento in termini solo di ipotesi, passano il vaglio della critica attraverso il dialogo e il confronto costruttivo con l’Altro, per diventare più forti e più robuste.
Scavando in profondità, con rigore e una buona dose di autocritica, emergeranno gli orizzonti di senso condiviso più promettenti, da tradurre in progetti da testare.
4 – L’Etica della Responsabilità
L’innovazione più efficace e di lungo respiro è quella che agisce in un’ottica di bene comune per i singoli e le comunità.
L’etica non ha a che fare con bene o male.
Etica è prendere coscienza, come imprenditori, manager e dirigenti, che qualunque scelta prendiamo ha conseguenze: siamo responsabili degli effetti della nostra innovazione sia verso gli stakeholder diretti che indiretti, ma anche verso le nuove generazioni che abiteranno la Terra.
In questa fase, con attività pratiche e di immaginazione costruttiva, ci alleneremo a valutare i nostri scenari di innovazione in modo lucido e responsabile immaginando possibili futuri.
5 – Innovazione di senso: un nuovo mondo simbolico, una nuova narrazione
Viviamo in un universo di simboli: il linguaggio, il mito, l’arte, la religione, l’economia, la politica, la scienza sono reti di simboli che mediano la realtà. Non la rispecchiano; la organizzano. Tessono la tela attraverso cui percepiamo, agiamo e interpretiamo il mondo.
L’innovazione più potente è quella che, attraverso la creazione di nuovi segni, oltre il mero sviluppo di nuove soluzioni a problemi sentiti, rimodella il sistema simbolico attraverso cui le persone si orientano, costruisce narrazioni riconoscibili e nuovi miti fondativi.
Le attività di design che svilupperemo insieme in quest’ultima e decisiva fase, dal Symbol Safari all’Archetype Flip, dal Language Shift al Meaning Innovation Canvas, hanno lo scopo di riscrivere le forme che danno senso, parola e immagine alla nostra innovazione.
I benefici di un’innovazione
che genera significato
1) Leggere l’incertezza come spazio di possibilità: l’innovazione non cancella l’incertezza. La rende abitabile. Ti permette di muoverti con lucidità quando i riferimenti si spostano, immaginare strade nuove mentre il contesto cambia. Non è controllo, ma orientamento.
2) Unire ciò che apparentemente non c’entra: le migliori innovazioni nascono da connessioni inattese: tra intuizione e metodo, tra bisogni silenziosi e tecnologie esistenti, tra cultura e performance.
Innovare, spesso, significa accorgersi di ciò che è già lì, ma nessuno aveva ancora visto davvero.
3) Agire il cambiamento con cura: ogni innovazione è anche una presa di posizione.
Scegliere come cambiare, e perché, è parte del valore che offri. Un approccio intenzionale e consapevole crea impatto, ma anche ascolto, coerenza, rispetto. Cose che restano.
4) Allineare visione, forma e sostanza: quando innovi per disegnare nuove visioni dotate di senso, non rincorri il futuro: lo costruisci. Allinei ciò che sei con ciò che fai, crei un posizionamento che evolve con te, dai al mercato e alle persone che lo costituiscono non solo qualcosa da comprare, ma qualcosa in cui credere.
